Capitolo 10

Come aprire Partita IVA in regime forfettario

Dai moduli da compilare all'iscrizione all'INPS, fino ai costi di sostenere: scopri tutto su come aprire una Partita IVA forfettaria.

Autore: Fatture in Cloud

 

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Vuoi avviare la tua nuova attività beneficiando dei vantaggi del regime forfettario?

Se la risposta è sì, puoi aprire una Partita IVA forfettaria e iniziare a gestirla seguendo le regole del regime agevolato.

Di seguito una guida dettagliata ai passi da compiere.

Aprire una partita IVA in regime forfettario: chi può farlo?

Prima di calarci nelle fasi operative, iniziamo a ricordare cos’è e chi può accedere al regime forfettario.

Si tratta di un regime fiscale agevolato che, come spiegato dall’Agenzia delle Entrate, è destinato alle persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni.

Il principale vantaggio consiste nell’applicazione di una tassazione ridotta, rispetto alle regole IRPEF: le partite IVA forfettarie applicano una flat tax del 15 per cento, che per i primi 5 anni di attività è ancora più bassa ed è del 5 per cento.

Per aprire una IVA forfettaria dovrai però rispettare determinati requisiti, che abbiamo già analizzato nel dettaglio nel capitolo dedicato ai requisiti e limiti per l'acccesso al regime forfettario e che qui riassumiamo brevemente:

  • limite di ricavi e compensi nell’anno pari a 85.000 euro;.
  • se necessiterai di dipendenti e collaboratori, dovrai considerare che nell’anno non potrai sostenere spese di importo superiore a 20.000 euro lordi per il pagamento di stipendi e compensi;
  • redditi da lavoro dipendente o pensione percepiti nell’anno precedente inferiore a 35,000 euro;
  • impossibilità di accedere al regime se fatturerai prevalentemente nei confronti del tuo datore di lavoro nei due anni passati.

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Come aprire partita IVA forfettaria: compilazione del modello

Passiamo ora all’operatività: come fare per aprire una partita IVA in regime forfettario?

Dopo un’attenta fase di valutazione di requisiti e condizioni d’accesso, il primo passo che dovrai compiere consiste nella compilazione e nell’invio del modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate.

Si tratta del modulo che consente l’attribuzione della partita IVA, ossia del codice formato da 11 numeri che identificherà la tua attività, e che rappresenta la dichiarazione di inizio attività.

Dovrai presentarla all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall’avvio della nuova attività professionale autonoma, allegando il tuo documento di identità.

Al momento dell’apertura della partita IVA dovrai scegliere e indicare il codice ATECO dell’attività che intendi svolgere.

Inoltre, all’interno del modello AA9/12 dovrai compilare i campi relativi ai tuoi dati identificativi e quelli relativi al regime fiscale prescelto.

È nello specifico all’interno del quadro B che dovrai indicare di voler applicare il regime forfettario.

Nella sezione del quadro B denominata "Regimi fiscali agevolati" dovrai compilare la casella inserendo il codice 2, relativo per l’appunto al “REGIME FORFETARIO DEI CONTRIBUENTI ESERCENTI ATTIVITA’ D’IMPRESA, ARTI O PROFESSIONI”. 

Ditta individuale o libero professionista?

Il modello AA9/12 può essere inviato in diverse modalità. Se intendi aprire partita IVA forfettaria per la costituzione di una ditta individuale, dovrai iscriverti anche al Registro delle Imprese.

Il modello AA9/12 può quindi essere inviato tramite il servizio ComUnica, in via telematica o tramite supporto informatico. La comunicazione unica ti consentirà di assolvere a tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al Registro delle imprese e ha effetto ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali nonché per l’ottenimento della partita IVA.

Se invece vuoi aprire partita IVA come libero professionista, potrai inviare il modello all’Agenzia delle Entrate nelle seguenti modalità:

  • di persona, in due copie, presso un ufficio dell’Agenzia delle Entrate;
  • tramite posta o raccomandata indirizzata a un ufficio dell’Agenzia delle Entrate, allegando una fotocopia del tuo documento di identità;
  • online, direttamente o tramite intermediari (ad esempio un commercialista o un CAF), tramite i servizi Fisconline/Entratel.

La procedura online è sicuramente la più semplice e veloce. In questo caso, salvo imprevisti tecnici, la partita IVA risulterà aperta nel giro di poche ore.

Per le ditte individuali che trasmettono la ComUnica invece, servono circa 7 giorni per completare l’intera procedura.


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Apertura partita IVA forfettaria: l’iscrizione all’INPS

Per poter aprire una partita IVA, o meglio dire avviare e gestire un’attività di lavoro autonomo, non bisogna dimenticare quelli che sono anche gli obblighi previdenziali.

In caso di partita IVA come libero professionista “senza cassa” (senza quindi l’obbligo di iscrizione ad albi e ordini di categoria), dovrai iscriverti alla Gestione separata INPS, versando un contributo variabile ed in percentuale. Se non guadagni nulla, non dovrai versare alcun contributo.

In caso di ditte individuali, dovrai iscriverti alla Gestione artigiani e commercianti, pagando dei contributi fissi INPS di circa 4.000 euro l’anno, in quattro rate trimestrali.

In quest’ultimo caso potrai adottare una riduzione dei contributi INPS per i forfettari, che prevede il minimale ridotto del 35 per cento.

Per beneficiarne dovrai ricordarti di presentare apposita comunicazione all’INPS entro il 28 febbraio o, comunque, subito dopo aver aperto la partita IVA.

La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto un’ulteriore agevolazione, alternativa alla precedente, alla quale possono aderire anche i forfettari.

Per le attività avviate dal 1° gennaio, consente di risparmiare il 50 per cento del versamento dei contributi dovuti alla gestione artigiani e commercianti, nei primi tre anni di attività.

Successivamente, in caso di applicazione del regime forfettario, sarà possibile optare per la riduzione al 35 per cento di cui sopra.

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I costi di apertura e di gestione di una Partita IVA forfettaria

Analizzate punto per punto le regole per poter aprire una partita IVA in regime forfettario, passiamo a quelle che sono le spese da sostenere.

Quanto costa avviare una nuova attività forfettaria? Partendo dalle pratiche amministrative, è bene specificare che non sono previste spese per chi sceglie di gestire il tutto in autonomia.

Se invece sceglierai di affidarti ad un professionista, non esiste un costo standard. Il commercialista al quale ti rivolgerai potrà graduare il compenso dovuto in base alle specifiche attività di consulenza effettuate. Sono quindi diverse le variabili da considerare ma, se volessimo fare una stima di massima, la spesa da sostenere può aggirarsi tra i 100 e i 500 euro.

Parlando di costi però possiamo che evidenziare che gestire un’attività comporta inevitabilmente delle spese, che grazie al regime forfettario sono in parte ridotte.

Come abbiamo visto più volte, dal punto di vista fiscale potrai applicare una tassazione ridotta del 15 per cento, che scende al 5 per cento nei primi cinque anni di attività. Vale la pena ricordare che per chi non applica il forfettario le aliquote IRPEF vanno dal 23 al 43 per cento. La differenza è quindi notevole!

L’imposta sostitutiva per i forfettari si applica poi solo su una parte del reddito prodotto, sulla base di specifici coefficienti di redditività che variano in base al codice ATECO dell’attività esercitata. Abbiamo già affrontato l’argomento nel capitolo sulla tassazione in regime forfettario.

Tra i costi che dovrai sostenere vi sono poi quelli previdenziali relativi ai contributi INPS, di cui abbiamo parlato in precedenza.

A imposte e contributi dovrai poi aggiungere i costi necessari per la gestione della tua attività. Dalle spese per eventuali collaboratori, fino a quelle per l’affitto dei locali in cui lavori, vi sono dei costi fissi che possono variare in base al territorio in cui operi e alla “struttura” che ti sei dato.

Semplificazione degli adempimenti per i forfettari

Un ultimo aspetto sul quale ti invitiamo a ragionare è relativo alla gestione degli adempimenti fiscali.

L’applicazione del regime forfetario comporta una serie di semplificazioni che incidono anche sui costi da sostenere.

Chi applica il regime forfettario non addebita l’IVA in fattura ai clienti e non liquida l’imposta. Il soggetto è quindi esonerato dagli adempimenti collegati, tra cui:

  • presentazione della dichiarazione IVA;
  • registrazione corrispettivi.

Questo comporta una riduzione delle spese da preventivare per la gestione degli adempimenti IVA ordinari.

Dovrai in ogni caso emettere fattura in modalità elettronica, utilizzando un software dedicato ai forfettari o i servizi dell’Agenzia delle Entrate.

Per ulteriori informazioni, consulta gli approfondimenti sulle semplificazioni in regime forfettario e sull’obbligo di fatturazione elettronica per i forfettari.

Con questo capitolo abbiamo terminato la guida di Fatture in Cloud al regime forfettario. Ora hai le principali conoscenze e gli strumenti necessari per aprire e gestire la tua attività adottando il regime agevolato con consapevolezza. Buona fortuna!